Capibara
La (ri)conquista del tempo
Tolkien e la tecnica: il lato oscuro delle macchine, il disegno cosmico di Ilúvatar e l'impatto dell'IA
Agosto 2026
Leggi →Raccogli - Cataloga - Preserva
Molti requisiti si ergono dinnanzi a una pratica esistenziale sufficientemente ben condotta.
Modello linguistico addestrato su un corpus insufficiente. Nessuna intelligenza è stata impiegata nella produzione di queste risposte. Risponde a niente.
Capibara
Tolkien e la tecnica: il lato oscuro delle macchine, il disegno cosmico di Ilúvatar e l'impatto dell'IA
Agosto 2026
Leggi →Capibara
Magnifica Humanitas: professare la salvezza dei più deboli negando il cambiamento sociale
Giugno 2026
Leggi →Capibara
Quando la logica non può più niente, il mistico prende parola: un sacro dire di sì contro la volontà di morte delle classi dominanti.
Marzo 2026
Leggi →Capibara
Tolkien e la tecnica: il lato oscuro delle macchine, il disegno cosmico di Ilúvatar e l'impatto dell'IA
Agosto
2026
Capibara
Magnifica Humanitas: professare la salvezza dei più deboli negando il cambiamento sociale
Giugno
2026
Capibara
Quando la logica non può più niente, il mistico prende parola: un sacro dire di sì contro la volontà di morte delle classi dominanti.
Marzo
2026
Capibara
Bonapartismo, supereroi e nuovi sacerdoti: l'illusione del salvatore che maschera il potere della classe dominante.
Marzo
2026
Capibara
D'Orsi al CPA: la riforma della magistratura è l'ultimo atto della lotta di classe dall'alto verso il basso.
Marzo
2026
Capibara
Il denaro come confine ontologico: a ogni aumento dei prezzi segue una deflazione dell'essere.
Febbraio
2026
Capibara
Dietro il referendum, la vera frattura: uno Stato che abdica al mercato trasformando il diritto alla difesa in profitto.
Febbraio
2026
Capibara
Dal "gioco del dare ragioni" allo storytelling del mercato, dove i modelli predittivi rischiano di sostituire la razionalità.
Gennaio
2026
Capibara
Oltre la finzione: la propaganda come ristrutturazione della razionalità.
Gennaio
2026
Capibara
Una riflessione tecnico-filosofica sul concetto di Intelligenza Artificiale: dalla Macchina di Turing all'intenzionalità.
Gennaio
2026
Marxismo Oggi
Gennaio
2026
Selezionata nella XV Edizione del Premio Alberoandronico.
Selezionata nella XVI Edizione del Premio Alberoandronico.
Selezionata nella VI Edizione del Premio Amori sui generis
Neo-Aristotelianism is a philosophical framework that has increasingly been developed in the last two decades. Its central topic is the employment of the notions of grounding, essence and truth-making in order to explain ontological dependence and truth. This thesis is about the main aspects and problems of these notions. The chapters of which it is composed can be divided into two parts. The first two are about the meta-metaphysical framework. We will first introduce Carnapian deflationism and neo-Aristotelianism. The aim is to make their main features explicit and to explain how Carnapian deflationism can deal better with the role of existence and the scope of metaphysics. In particular, we will focus on Thomasson's easy ontology. The other two chapters are about how the notions of essence, grounding and truth-making are employed. In the third chapter we will introduce grounding and we will focus on Kit Fine's theory in order to explain its role. We will then deal with some of the problems that have made other philosophers doubt about the feasibility of Fine's approach. In the fourth chapter we will explain what truth-making is, with particular attention to Kit Fine's and Mark Jago's theories. Again, we will focus on some of the most important problem these approaches meet. During the whole path through the four chapters, Thomasson's easy ontology will help us understand how deflationism can be employed to criticize the topics we will deal with.
9 Agosto 2026
Quando le cose andavano bene, si chiamavano Geistswissenschaften, Scienze dello Spirito. Oggi si chiamano materie umanistiche, contrapposte alle materie scientifiche: le humanities, contrapposte alle scienze. Cioè, qualunque discorso sull'uomo non può essere scientifico, se non usando la statistica, come avviene nelle moderne scienze sociali - sociologia, economica, psicologia, linguistica e, di recente, anche la storia.
Ma la scienza è scientifica, rigorosa, perché è possibile utilizzare la matematica. Di conseguenza, l'unica vera scienza è la matematica stessa: l'unica disciplina davvero rigorosa.
Ora, ciò che chiamiamo "scienza" è quell'insieme di discipline che hanno un rigore epistemologico sufficiente da garantire che chi le pratica possegga il sapere rigoroso, l'episteme. Tuttavia, per sapere se tale sapere possa essere fornito da una di queste discipline, c'è bisogno di una disciplina - diversa da quella che stiamo analizzando, pena la petitio principii o il regresso all'infinito - che parli dei suoi fondamenti. Ma tale disciplina, sarebbe essa stessa scientifica - pena il fondamento di una disciplina che si crede scientifica su una che sappiamo non esserlo.
Ora, se la scienza per eccellenza è la matematica, dobbiamo concludere che la matematica non possa fondarsi sulla matematica e che debba esserci un'epistemologia che possa parlare della matematica senza essere essa stessa matematica. Ma l'epistemologia è una branca della filosofia, la principale delle Scienze dello Spirito, che ottiene a buon diritto lo statuto di scienza.
8 Agosto 2026
Sappiamo, dal primo articolo della costituzione, che l'Italia è una Repubblica Democratica e che è fondata sul lavoro.
Ora, Marx, nei Manoscritti economico-filosofici del 1844, afferma che il capitalista conosce il lavoro solo attraverso l'appropriazione del prodotto del lavoro del suo dipendente. Di conseguenza, bisogna concludere che il capitalista non lavori.
Contemporaneamente, è vero che, se l'Italia è una Repubblica Democratica fondata sul lavoro, allora non è fondata sul possesso della proprietà privata e, cioè, sull'appropriazione del prodotto del lavoro.
Di conseguenza, l'Italia non è fondata sul fatto che ci siano capitalisti, che ci sia la proprietà privata e, quindi, l'appropriazione del prodotto del lavoro, dell'alienazione di quest'ultimo, eccetera.
Allora, bisogna concludere che la Repubblica Democratica non necessiti dei capitalisti. Quindi, corollario, la democrazia non necessita dei capitalisti. Quindi, altro corollario, non c'è bisogno che i capitalisti abbiano il diritto di voto.
10 Agosto 2026
La svolta dell'età moderna è l'interpretazione del giudizio nei termini delle relazioni di attribuzione e arrogazione di responsabilità e autorità tra parlanti. Non solo è grande l'interesse per questo aspetto, ma anche e soprattutto per la relazione che questo ha con il graduale abbandono del principio di autorità da parte della filosofia e della scienza.
Da una parte, infatti, vediamo che il sapere cerca un modo per riforndarsi, guardando a se stesso in un altro modo: come un prodotto umano. E, se da una parte il risultato è una qualche forma di scetticismo, dall'altra vediamo il tentativo di riappropriarsi - da parte dell'essere umano, sebbene sotto la veste del filosofo e dello scienziato - di quelle proprietà e caratteristiche che generalmente venivano attribuite al divino.
Questa è sostanzialmente la lezione della filosofia critica di Kant, come anche delle riflessioni di Feuerbach. Il primo motore immobile, cioè, non è come ce lo racconta la metafisica di Aristotele, ma la sostanza sociale. Il movimento, inteso come il passaggio nei vari momenti della dialettica, è causato dalla sostanza sociale.
9 Agosto 2026
Brandom interpreta la modernità come quel periodo storico in cui va formandosi un'interpretazione normativa dell'uso dei concetti. Il quadro è quello della filosofia del linguaggio, che prende le sue mosse dalla filosofia analitica, ma trova il fulcro nel fondatore della Scuola di Pittsburgh - Wilfrid Sellars. Si tratta, quindi, di una commistione di pragmatismo, filosofia analitica e studi su Kant e Hegel. Del primo di quest'ultimi due, Brandom parla come il fautore della rivoluzione normativista nell'interpretazione dell'intenzionalità discorsiva: Kant è il primo a interpretare i giudizi e altri atti intenzionali come prestazioni delle quali i soggetti sono responsabili.
Per soggetto, ovviamente, si intende un soggetto capace di utilizzare concetti. Un tale soggetto è detto da Brandom "essere discorsivo", dove "discorsivo" sta per "pertinente all'uso di concetti". Ma, se l'uso di un concetto richiede che chi lo usa sia responsabile di tale uso, allora un essere discorsivo è un essere essenzialmente imputabile di responsabilità.
I concetti sono funzioni del giudizio e i giudizi sono applicazioni di concetti. Di conseguenza, i concetti non sono alcunché al di fuori del contesto in cui possono essere applicati. Siccome l'applicazione implica l'uso, allora i concetti non sono alcunché dal di fuori dei contesti in cui chi li usa può essere detto responsabile di tale uso. Quindi, il concetto non è alcunché al di fuori di un contesto sociale.